Un canto di sirene*

Marinai, profeti e balene sono i protagonisti del doppio album di Vinicio Capossela. Un lavoro prezioso e complesso che racchiude un viaggio intero (il viaggio), lungo le sponde del mare, tra avventure e racconti, tra suggestioni e citazioni, colte. Un passo avanti e la storia delle balene si preannuncia sul palco come un’epopea senza fine, fatta di sonorità e di canti che si intrecciano a poesia e prosa che con continuità accolgono ammaliati gli spettatori che rapiti dal canto di sirene partecipano nel ventre del gigante marino che si illumina sul palco ospitando una numerosa band composta da marinai e personaggi di epopee navali.
Tutti, disposti tra i palchi e la platea come all’interno di un vascello vengono accompagnati attraverso note e pensieri lungo questo viaggio senza termine. Un viaggio fatto di belle storie ma anche di belle speranze, con il canto seducente delle sirene di cui si deve temere. Siamo tutti nella stessa barca dice il cantautore sporgendosi sulla prora di una nave (che si dispone verso gli spettatori) che come un moderno Omero racconta di storie fantastiche e di affascinanti luoghi, non senza tralasciare gli eventi della nostra contemporaneità socio-politica.

È lui, un personaggio dalle mille sorprese, un artista in grado di reggere il palco per tre ore di seguito e “rincuorarsi” solo alla fine con due birre, il cui formato da 33cl, dice, è una bella invenzione. Giù in un unico sorso prima di accomiatarsi con le sirene, che possono essere una notte di birra, in cui non viene più l’alba. Un poesia in musica che racchiude infine, tutto il significato del doppio album che mira a ricondurre l’ascoltatore verso un’età di conoscenza e di ricerca di se stessi, dove tutti come moderni Achab inseguono la balena bianca.
In tanta finta cultura che ci vogliono propinare, la presenza di Capossela rappresenta un alto momento di musica e capacità di saper osare al fine di produrre qualcosa in cui ci si crede, e in questo maestoso lavoro traspare proprio tutta la passione di un cantautore che da sempre si lascia ricordare per le sue canzoni, ma che oggi con Marinai, profeti e balene ha veramente segnato il panorama musicale italiano.
Al meglio non c’è mai fine!, ha detto Vinicio augurando a tutti momenti migliori.

* in margine ad un bello spettacolo di Capossela al Teatro Bellini di Napoli

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