La Caduta di Cesare

Lo spread è schizzato a quota 500, Piazza Affari affonda e la Borsa precipita, i cataclismi climatici non mancano purtroppo, e Berlusconi forse si è convinto (sigh!) … ha finalmente capito che deve lasciare.
Non è un bollettino di guerra. È l’Italia di oggi, 9 novembre 2011 che si sveglia nel solito torpore: stranita come mai e in attesa di una conduzione, di un’indicazione di traiettoria. E intanto in Europa si parla di noi! non bene.
Devo dire che non sono ottimista e credo che siamo di fronte ad una crisi (moderna) senza precedenti (ma forse la mia visione è solo poco ottimistica perchè non ho vissuto gli anni delle crisi passate). Manca di tutto. Dall’etica al rispetto, dalla professionalità all’onestà.Sono stati anni questi che ci hanno avviato verso una degenerazione ed una realtà parallela che ci ha inevitabilmente condotti sull’orlo di un precipizio sul quale adesso siamo in bilico. Le altre nazioni non stanno messe molto meglio, ma qualche boccata di ossigeno ce l’hanno ancora. Il nostro Paese è una nave alla deriva senza più nessuno al timone. Oggi meno che mai!
In altri tempi saremmo stati contenti di assistere alla Caduta di Cesare, stranamente nessuno stamattina riesce a rallegrarsi di quanto è accaduto ieri alla Camera. 308 votanti a fronte di una maggioranza di 316. Otto i traditori, come li ha definiti lo stesso premier sugli appunti raggiunti dall’occhio potente dalle telecamere. Un governo non più in grado di “governare”, sfilacciato dalle defezioni e dalle bugie che per anni hanno cercato di propinarci come verità.
Oggi la fatica di sorridere è sostenuta dallo sguardo sul futuro prossimo.
Che cosa ci aspetta?
Ma soprattutto siamo davvero certi che nella nostra classe politica ci sia in questo momento qualcuno che sia in grado di riportare nella vita comune (quella vera) i temi centrali del vivere comune e democratico? Siamo davvero certi che le persone che si occupano di politica (trasversalmente parlando attraversando ogni simbolo ed ogni colore) hanno compreso le difficoltà di un Paese carico di problemi quotidiani? Disoccupazione, taglio dei salari (per chi ancora ne è possessore), assenza di contratti per i giovani (uguale praticamente all’assenza di un futuro per l’Italia), chiusura di scuole, aumento delle tasse e chi più ne ha più ne metta.
Ecco. La mia mancanza di ottimismo è segnata proprio da questi pensieri che mi adombrano le giornate e mi incupiscono. C’è un’inquietudine generale tra le persone che per fortuna guardano anche oltre lo showbiz, le starlette e la casa del Grande Fratello.

Per Aspera ad Astra

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