BE(A)D. Omaggio a Robert Rauschenberg

Con la pop-art, nell’ambito delle nuove rivoluzioni artistiche, dove i colori e gli oggetti, veri soggetti del quotidiano diventano parte integrante delle produzioni, i combine-painting di Robert Rauschenberg, accelerano l’evoluzione della scena dell’arte. Tutti gli objects che ogni giorno accompagnano la vita di milioni di persone diventano parte integrante delle opere e talvolta diventano essi stessi protagonisti assoluti di questi lavori che perdono ogni connotazione artistica (nel senso più tradizionale del termine) per metter esclusivamente in mostra il loro valore fisico quale rappresentazione delle forme più o meno complesse integrate nei paesaggi casalinghi ed umani. Ed ecco allora che, come per i ready-made di Duchamp e Man Ray assistiamo allo stravolgimento del significato degli oggetti stessi e, quello che fino a poco prima era un oggetto d’uso comune, subito dopo diviene un soggetto a cui viene attribuito un nuovo valore semantico, talvolta solo per l’attribuzione di un nome differente. Tutto ciò che accompagna la nostra vita è degno di essere celebrato ed innalzato sulla mensa dell’arte; quella stessa mensa, che mi viene in mente ripensando al Bed del 1955 (MoMA, NY) di Robert Rauschenberg[1].

Un letto vero, estrapolato dalla sua vita normale, allontanato dalle sue funzioni reali, il cui valore meramente funzionale, diventa la base, la “tela” di un’operazione artistica; spalmato, cosparso e stravolto dalla pittura (che diventa materica), dai colori, che vi si sovrappongono con forza creativa, è divenuto ora testimonianza del vissuto. Un letto disfatto, che emana ancora il calore della sera, un letto-mensa che potrebbe custodire finanche i segni di chi lo ha appena abbandonato. Tutta l’arte è impunemente stravolta ed è aborrito il senso dell’ordine per sconfinare nel caos quotidiano, quellostesso di cui siamo vittime (in)consapevoli. Un caos convulso nel quale ogni specie di merce, di oggetto, di elemento, interagisce con la nostra sfera personale; talvolta scontrandosi, altre volte (spesse) amalgamandosi ad essa. Il consumismo frenetico entra allora nel nostro quotidiano, ci assale e ci accompagna costantemente: acquistiamo, prendiamo e ci scambiamo merci dai valori indefinibili. Nelle nostre esistenze si ammassano prodotti dalle molteplici forme e, tutto ma proprio tutto sarà riconosciuto quale elemento di vissuto della nostra vita. È da questo pensiero infatti, che prende vita l’intera opera di Rauschenberg. Tutto quello che ci è servito, ci serve, è stato ed è nostro, è parte di noi ed in quanto tale diventa un pezzo della nostra rappresentazione. Le materie, i prodotti divengono in questo modo il tramite per trasportare anche l’arte (e viceversa) nella quotidianità.

La riflessione su quest’opera (che rappresenta il manifesto storico del pensiero artistico di quegli anni, ancor oggi di grande attualità), costituisce l’idea embrionale di questi piccoli lavori.

Il titolo “contenitore” ha un duplice significato: il soggetto, rappresentato – seppur stravolto – è il letto  bed usato dall’artista americano, la “tela” dove si sovrappongono segni del vissuto e materia pittorica; una sedimentazione di materiali (in apparenza) disorganica e squilibrata che si presenta in forma di caos, una confusione che spinge il nostro pensiero verso un’idea di brutto, di cattivo bad. Ed ecco che si compone allora l’equivoco lessicale che, pone in ciclica alternanza le parole bed e bad, formulando una continuità di pensiero che rende il fruitore anch’esso protagonista di questa operazione artistica. Il valore semantico si rinnova ogni volta, favorendo una riflessione che non si limita all’oggettività dell’opera pittorica, poiché ininterrottamente attraversa il territorio del bello e del cattivo.


[1] Robert Rauschenberg (Port Arthur, 1925). Artista statunitense, molto vicino alla filosofia della pop-art, ha creato un linguaggio del tutto autonomo, esplorando e contaminando il mondo della pittura con elementi materici, che diventano sempre protagonisti nelle sue creazioni. Il termine coniato per catalogare questi lavori è combing-paintings, appunto dalla combinazione di oggetti e materia pittorica. Gli elementi del quotidiano entrano con prepotenza nelle sue opere fino ad acquisirne la forza che viene poi evidenziata ed amalgamata dal tessuto propriamente pittorico. Parte della critica è solita riconoscere in Rauschenberg (insieme all’altro grande autore americano Jasper Johns) proprio il fondatore della pop-art, poiché da quel movimento, ed in particolare dalla frequentazione di Andy Warhol, egli si accostò alla tecnica della serigrafia, che divenne in breve un caposaldo nelle sue creazioni. In realtà, però, la sua produzione è costellata da molteplici trasformazioni ed inquadrarlo esclusivamente in un tessuto artistico limitato, non consentirebbe di comprendere a pieno la sua arte.

 

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9 responses to “BE(A)D. Omaggio a Robert Rauschenberg

  • hetschaap

    Bello davvero questo condensato del Rauschenberg-pensiero! Lo trovo un’artista interessante ma un po’ troppo figlio del suo tempo. Un po’ come Warhol e tutta la pop art. Interessantissima dal punto di vista storico ma talmente ancorata alla sua realtà da risultare, in un modo o nell’altro, superata.

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    • lois

      Grazie. Sicuramente da un certo punto di vista è stato una star del suo tempo. Un artista che poi ha concentrato l’attualità nella sua opera producendo cose anche opinabili. Peró poi se pensiamo che quelle opere “storiche” risalgono agli anni Sessanta evidentemente acquistano un sapore diverso.
      Quel suo modo poi di “nobilitare la realtà” (quasi comenil ready-made si Duchamp) mi ha ispirato molto per la realizzaziobe di questi disegni che sono (con molta modestia) un condensato di tecniche e immagini che rendono la quitidianità/spettacolo/intervento culturale, in un circolo continuo e senza interruzioni!

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  • labambinacolpalloncino

    Non dobbiamo essere superficiali, bisogna assolutamente andare a ritroso nel tuo blog! lo devo assolutamente mettere in lista tra le cose da fare 😛
    Trovo Rauschenberg veramente interessante, mi piace il modo di combinare gli oggetti e mi piacciono molto i tuoi 2 disegni… soprattutto il primo.

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    • lois

      Sei sempre molto gentile. Avrò il piacere allora di leggere altri tuoi commenti “a ritroso”. Rauschenberg io trovo sia stato un genio molto importante per la storia dell’arte degli ultimi anni. Ha secondo me avuto lo stesso valore che Duchamp ebbe negli anni delle Avanguardie! 🙂

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  • dafnevisconti

    Fantastico..e mi avventurerò in una biografia della Johan&Levi

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    • lois

      Ad oggi ne hanno pubblicate una decina e sono tutte estremamente belle (anche come libro/oggetto) e ricche di informazioni. Ti consiglio per partire, le memorie di Ambroise Vollard, il mercante di Cezanne e degli impressionisti. Un libro che racchiude pillole di vita e di eventi legati alle figure di Renoir, Cezanne, Degas, Parigi….bello e coinvolgente al punto da farti rimpiangere di non essere vissuto in quegli anni! Buone letture

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